Gli Amici del Bunker di Barcola, storico sodalizio della riviera, hanno superato la soglia dei trent’anni.
Dalla primavera del 1976, ogni giorno si formava un crocchio di amici all’ombra del "Bunker", il grigio manufatto che esiste tutt’ora sul molo del porticciolo di Barcola. Gli argomenti dominanti di quelle improvvisate riunioni erano sempre gli stessi: la pesca sportiva, che allora si praticava quasi esclusivamente con la "togna", e la difesa dei posti barca, diritto insidiato da chi acquistava per poche lire una barchetta rabberciata e la sostituiva dopo poco con una nuova: naturalmente più bella ma soprattutto più grande. E furono proprio queste: la pesca e la difesa degli ormeggi, le motivazioni che indussero, esattamente il 22 maggio 1976, trentaquattro persone a costituirsi in associazione ed a formare il " Gruppo pesca sportiva Amici del Bunker ".A quei soci fondatori, nel corso degli anni, se ne sono aggiunti tanti altri, tant’è che oggi la società di soci ne conta oltre trecento.
Proprio in occasione del trentennale, il presidente in carica Alfonso Lattanzio e il consiglio direttivo, hanno effettuato importanti lavori di ristrutturazione. Il Bunker è stato bonificato e rimesso a nuovo e la retrostante terrazza a mare è stata resa meglio agibile e più sicura. La sede, che si trova nell’edificio del porticciolo, là dove un tempo esisteva la pescheria di Barcola, è stata allargata e completamente ristrutturata. Lavori di pregio e di alto costo, insostenibili per la Società senza l’opera di volontariato di tanti soci.
Molte le manifestazioni legate alla vita del sodalizio. A cominciare dalla "Tre giorni barcolana", manifestazione antesignana di tante altre sagre e feste basate sul lavoro di soci e simpatizzanti e finalizzate a finanziare le attività agonistica e sociali. Ma gli Amici del Bunker sono stati anche i primi nell’Alto Adriatico ad organizzare una gara di windsurf, quando ancora la tavola a vela rappresentava una curiosità.
Inoltre a Barcola, venne istituita la prima scuola di pesca sportiva per ragazzi della regione, abilitata dal Coni quale centro di avviamento allo sport (CAS), una vera rarità nazionale per la pratica di questa disciplina sportiva. Ancora, pochi forse sanno che è stato il "Bunker" ad esprimere l’unica campionessa italiana, l’unica donna d aver mai vinto il titolo tricolore assoluto, misurandosi con dei finalisti quasi esclusivamente di sesso maschile. Da un ventennio la società barcolana si fregia quasi ogni anno del titolo di campione provinciale bolentino. Un suo socio è l’attuale campione provinciale di pesca canna da natante ed un altro ha ormai ipotecato matematicamente il titolo provinciale per l’anno in corso nella specialità "canna da riva". Un curriculum sportivo di tutto rispetto, se si considera pure che ogni anno almeno un paio di soci si qualificano alle finali dei campionati italiani.
In quanto alla questione degli "ormeggi selvaggi" che fu la motivazione primaria della costituzione della società, con le concessioni collettive rilasciate dalla Capitaneria di Porto e il controllo delle società concessionarie - raccontano al sodalizio - "si può ben dire che il problema è stato brillantemente risolto: e anche in questo, con l’indispensabile appoggio della Federazione Pesca Sportiva di cui la Società è affiliata"